Il tubero di questa pianta può essere piantato sia in
autunno che in primavera. Conviene mantenere una notevole distanza, di 30-50 cm
o più, tra le piante, le quali possono raggiungere l'altezza di 90-100cm,
soprattutto in un suolo ricco e sufficientemente umido durante il ciclo vegetativo.
Le foglie hanno colori tra il verde chiaro e scuro, sono talvolta leggermente
marmorizzate. La spata ha un colore rosso molto scuro, vellutato, con base e
vene esterne verdi. Lo spadice sporge dalla spata ed il suo appendice rosso
scurissimo, quasi nero, può essere assai lungo, mentre è striato verde-marrone
alla base. I frutti in forma di bacche scarlatte maturano a fine estate o in
primo autunno e sono molto decorative.
Il nome dracunculus è stato
usato da Plinio il Vecchio e significa piccolo drago. Questo genere conta solo
due specie - D.vulgaris del Mediterraneo e D.canariensis,
endemico delle Isole della Canarie. La specie Helicodiceros muscivorus è molto
affine e talvolta viene ancora chiamata Dracunculus muscivorus. Tutte queste specie facevano precedentemente parte del genere
Arum. e tale nome vine frequentemente usato come sinonimo. Dettagli su queste specie si trovano nel Sentiero Verde dei Bulbi (vedi).
Tutte le specie hanno belle foglie
divise. Questa caratteristica, insieme con la sistemazione degli ovuli sullo
spadice, le differenziano da quelle del genere Arum. I rappresentati del
genere vengono coltivati in primo luogo per la bellezza delle foglie, essendo
l'infiorescenza interessantissima ed attraente, ma caratterizzata da un odore di
carne marcia, il che non sempre permette la sistemazione della pianta in
vicinanza di luoghi abitati. Ogni fiore dura però solo pochi giorni e per gli
entusiasti delle Araceae l'odore risulta solo un tratto secondario
rispetto al fascino degli inconsueti fiori. Le piante si prestano
particolarmente bene per zone semiombreggiate, come bordi di boschi e vicino ad
arbusti, dove il loro fogliame può risaltare maggiormente. Le piante possono
essere coltivate con successo anche in vasi di grandi dimensioni.
L'organo ipogeo è un tubero che
può raggiungere notevoli dimensioni, portando in D. vulgaris allo
sviluppo di piante molte robuste ed alte fino a 100 cm. Le infiorescenze si
sviluppano in tarda primavera o all'inizio dell'estate e sono composte da una
larga spata - con bordi sovrapposti alla base e frequentemente appiattita nella
parte superiore - e lo spadice. Le zone a fiori maschili e femminili sullo
spadice sono vicine una all'altra e non separate da fiori sterili (come invece
in Arum).
Le piante esigono un suolo ricco in
materia organica, ma ben drenato, una sufficiente umidità durante il ciclo
vegetativo e almeno qualche ora di sole perché la spata si colori bene. La
fertilizzazione deve essere eseguita con concimi organici in primavera.
La propagazione è facile da seme
oppure dividendo il tubero in maniera che ogni sezione da ripiantare contenga
una gemma. La pianta è semirustica e le giovani piante esigono una buona
protezione contro eventi di freddo tardivo in primavera.
Danni da parassiti sono rari, ma
piante indebolite, per esempio dalla siccità, diventano più suscettibili anche
ai nemici meno voraci.