La cultivar ANNE MARIE è un giacinto di colore rosa chiaro
con bordi dei singoli fiori più chiari. E' indicato per la coltivazione in
gruppi piccoli o grandi, in cerchi e strisce. Disegni elaborati possono essere
sviluppati su superfici grandi e parterres di parchi e luoghi pubblici.
Le varie cultivar di
giacinti (Hyacinthus orientalis)
si prestano bene per ravvivare le aiuole già a fine Febbraio o all'inizio di
Marzo. Questo fiore sta tornando di moda grazie ai numerosi colori disponibili,
al profumo intenso delle infiorescenze e alla facilità di coltivazione.
Ultimamente sono di nuovo disponibili anche delle cultivar con fiori doppi,
dimenticati da molti decenni. Infatti i giacinti vanno di moda in maniera
ciclica ed hanno avuto la loro massima gloria in un periodo particolare, circa
un secolo dopo la famosa tulipomania dell'inizio del seicento. Infatti allora in
Olanda si verificò una speculazione del tutto simile a quella dei tulipani e
furono prodotti numerosissimi ibridi oggi scomparsi. Per fortuna alcuni ci sono
noti da dipinti botanici.
A differenza della
maggioranza delle cultivar degli altri generi di bulbose a massima diffusione,
dei narcisi e dei tulipani, i giacinti sono caratterizzati da colori
particolarmente intensi ed infiorescenze molto voluminose. Questo è dovuto
soprattutto alle tecniche colturali dei grandi produttori olandesi, i quali
tolgono per alcuni anni le infiorescenze dei bulbi in accrescimento e
somministrano forti dosi di concimi. Dopo il primo anno basta però lasciare i
bulbi indisturbati nel suolo per ottenere piante con infiorescenze più rade e
più vicine a quelle della specie naturale. Tali infiorescenze mantengono il
colore originale invariato e sono, per il gusto italiano e per i giardinieri
appassionati, più attraenti dei fiori "pompati" e pesanti del primo anno dopo
l'impianto.
La coltivazione dei
giacinti è estremamente semplice sia in piena terra che in vaso. Il bulbo va
collocato in autunno o all'inizio dell'inverno alla profondità doppia della sua
altezza (o anche meno profondo in terreni molto pesanti) senza la necessità di
qualsiasi concimazione iniziale. Molto importante è il fatto di piantare sempre
in terra, mai collocare i bulbi sopra un recipiente con sola acqua. Questa
prassi innaturale porta alla perdita del bulbo e dunque è un vero e proprio "bulbicidio". Proprio
le piante bulbose, dotate di quella straordinaria capacità di tornare a vegetare
di anno in anno, non meritano trattamenti tanto consumistici.
Al momento della
messa a dimora conviene annaffiare i bulbi abbondantemente, ma successivamente,
se esposti alle precipitazioni meteoriche, non è necessario alcun apporto
artificiale di acqua fino alla fioritura. Nel caso in cui proprio nel momento
della fioritura dovesse verificarsi un periodo di siccità, conviene apportare
dell'acqua per prolungare il periodo di fioritura. Quello è anche il momento
giusto per somministrare del concime a rapido assorbimento (liquido o
idrosolubile) ben equilibrato con enfasi sulla presenza del potassio, il quale
assicura lo sviluppo adeguato del colore dei fiori.
Importante è dare la
giusta attenzione alle piante anche dopo la fioritura. Concimando per due o tre
volte dopo l'appassimento dei fiori ed assicurando una sufficiente umidità del
suolo in caso di periodi siccitosi, assicura il corretto trasferimento dei
nutrienti nel bulbo e dunque la sopravvivenza della pianta.
I giacinti non
sono esigenti per quanto riguarda il tipo di suolo. In caso di un terriccio
molto sciolto, conviene piantarli più in profondità rispetto a terricci pesanti.
Le piante hanno bisogno di almeno tre - quattro ore di sole per svilupparsi
adeguatamente. In zone calde fiorisco molto presto, già a Febbraio, in zone
fredde più tardi, ma non temono i freddi invernali e sono dunque adatti anche
per la coltivazione a qualsiasi altitudine. Il suolo deve essere ben permeabile
e drenante, senza ristagni d'acqua. Questo è particolarmente importante per le
piante che dovranno essere lasciate indisturbate per anni, perché la
combinazione di acqua di ristagno con le alte temperature nel periodo di riposo
durante l'estate sarebbe fatale per i bulbi.
Come dice il nome -
Hyacinthus orientalis - il
giacinto è originario del Meditterraneo orientale e dell'Asia Minore. Il nome
del genere deriva dal greco e ricorda il mito di Hyakinthos, un giovane ucciso
accidentalmente da Apollo. In precedenza nel genere
Hyacinthus furono inserite circa 30
specie, ma attualmente vi si trovano solo meno di un decina, essendo piante
simili classificate in generi diversi, come
Hyacinthella, Brimeura, Bellevalia, Galtonia ecc.
I bulbi in
commercio sono generalmente di grande dimensione, di colori diversi, dal bianco
crema al violetto, il che indica al giardiniere con una approssimazione molto
vaga il colore delle stesse infiorescenze. Generalmente dal singolo bulbo
nascono foglie larghe e lanceolate disposte a cerchio e al centro si sviluppa
l'infiorescenza composta da molti fiori tubolari. Ma talvolta, da bulbi molto
grandi oppure trattati artificialmente con un taglio superficiale, nascono più
infiorescenze e le foglie risultano disposte in maniera meno simmetrica.
Conviene lasciare alla pianta decidere la su forma finale che in due o tre anni
nello stesso posto, senza interventi traumatici, diventa naturale e per un vero
giardiniere più piacevole di quella "forzata". E' opportuno asportare il fiore
appassito e non permettere la formazione di frutti. In questa maniera si
impedisce l'indebolimento eccessivo del bulbo e si toglie anche la parte non
particolarmente attraente della pianta. Naturalmente, in caso si desideri
raccogliere i semi e tentare la germinazione e l'accrescimento di piante (ci
vogliono 5 anni prima che fioriscano), sarà necessario sostenere lo stelo con le
capsule contenenti i semi per impedire che marciscano e procedere
all'essiccamento all'ombra dei semi raccolti.
I giacinti si
prestano per dare colore ai bordi delle aiuole, per fare da contrasto con altre
bulbose precoci, come Galanthus
(bucaneve), Eranthis, narcisi di
tipo ciclamineo (divisione 6), tulipani specie, cultivar di
Iris reticulata, ma sono anche
attraenti in grandi estese in parterres formati in cerchi, strisce o forme più
elaborate, essendo la loro fioritura nel primo anno dopo l'impianto
estremamente omogenea.
L'aiuola alla quale
sono destinati i giacinti deve essere lavorata fino alla profondità di ca. 20
cm, assicurando l'opportuno drenaggio con un'eventuale sistemazione di uno
strato di ghiaia o argilla espansa alla base. Non deve essere aggiunto alcun
fertilizzante, ma l'apporto del 20 % per volume di un composto ben maturo può
essere vantaggioso. In caso il suolo fosse particolarmente pesante, conviene
alleggerirlo con sabbia o, ancora meglio, pozzolana.
Il bulbo acquistato
deve essere turgido e liscio. Conviene controllare soprattutto la placca basale
per un eventuale marciume, il quale è caratterizzato da un odore estremamente
sgradevole. I bulbi vanno maneggiati con guanti, perché per alcune persone
risultano irritanti. In terreni leggeri e molto sciolti il bulbo va piantato al
triplo della sua altezza, in terreni pesanti, ma sempre ben drenanti, più in
superficie. Conviene procedere alla piantagione subito dopo l'acquisto dei
bulbi. Essi si conservano meglio sotto terra che fuori, ma in caso si desideri
ottenere la fioritura molto tardiva, l'impianto può essere effettuato anche a
Dicembre o all'inizio di Gennaio. Bulbi piantati molto tardi fioriscono
generalmente su steli più corti del normale, ma lasciati indisturbati per alcuni
anni, assumono velocemente il loro aspetto naturale.
Dopo l'impianto è
necessari bagnare bene, ma successivamente, se l'aiuola ricevere le
precipitazioni naturali, non è necessaria l'irrigazione fino alla fioritura. In
caso di eventi siccitosi durante la fioritura, è opportuno irrigare regolarmente
per assicurare una lunga durata dei fiori.
Al momento della
fioritura e per due o tre volte nelle successive tre settimane è opportuno
somministrare del concime a pronto effetto per piante fiorite (liquido o
idrosolubile).
Le piante
devono completare il loro ciclo vegetativo indisturbate, anche se il fogliame in
fase di senescenza potrebbe risultare poco gradevole. Solo così si assicura la
formazione adeguata del bulbo e la preparazione della fioritura per l'anno
successivo. I bulbi possono rimanere indisturbati per 4 o 5 anni nello stesso
luogo. In caso dovesse essere necessario dissotterrarli, vano essiccati
all'ombra e conservati in un luogo asciutto e ben ventilato.